Partinico, omicidio Vaccaro: i fratelli Failla interrogati dal Gip

Hanno risposto alle domande del GIP Marco Petrigni, nell’interrogatorio di garanzia, i fratelli partinicesi Antonino e Leonardo Failla, rispettivamente di 43 e 30 anni, accusati di omicidio preterintenzionale e rinchiusi al carcere Pagliarelli, a seguito della rissa scoppiata per un sorpasso ritenuto “azzardato” che avrebbe poi provocato la morte del 45enne Gioacchino Vaccaro.
Gli indagati si sarebbero mostrati dispiaciuti, davanti al Giudice per le indagini preliminari, per la conseguente morte di Vaccaro, confermando quanto già riferito spontaneamente ai carabinieri nell’immediatezza dei fatti. Entrambi i fratelli Failla continuano a sostenere che si sarebbero solo difesi dall’aggressione subita dalla vittima e da suo figlio.
La violenta colluttazione e’ avvenuta domenica scorsa, in via Frosinone, nei pressi di via Avellone a Partinico e sarebbe stata ripresa da alcune videocamere di sorveglianza private installate in alcuni negozi presenti sulla strada.
Subito dopo la rissa Gioacchino Vaccaro sarebbe tornato a casa, ma colto da un malore decise di recarsi al pronto soccorso dell’ospedale civico di Partinico, quasi un’ora dopo, dove collasso’ davanti ai medici per morire poco dopo.
Sulla base della prima ricostruzione investigativa la sua morte potrebbe essere stata provocata da possibili lesioni interne dovute ai calci e ai pugni subiti nel corso della rissa. Una Tac avrebbe escluso che la causa del decesso possa essere legata ad una patologia pregressa. Ma sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso del fruttivendolo 45enne. Altro elemento chiave per ricostruire la dinamica dell’aggressione è il filmato di videosorveglianza acquisito dagli investigatori che fornirebbe dettagli fondamentali sulla sequenza degli eventi.
Il legale dei fratelli Failla, l’avvocato Antonio Maltese, porge le proprie condoglianze alla famiglia Vaccaro sottolineando che “nessuno potrà essere contento di nulla” a prescindere dai risvolti giudiziari, confermando il dispiacere dei propri assistiti per quanto è accaduto.
Il racconto della parte lesa è in antitesi con le dichiarazioni dei fratelli Failla. Poco dopo le 15:30 di domenica scorsa, l’auto guidata dalla signora Benedetta, la moglie della vittima, con a bordo il marito e il figlio diciassettenne, stava percorrendo la strada che costeggia il centro cittadino.
La loro auto sarebbe stata affiancata da un’altra macchina, quella su cui viaggiavano i fratelli Antonino e Leonardo. I parenti della vittima raccontano che i Failla avrebbero iniziato a suonare il clacson ripetutamente, chiedendo ai Vaccaro di farsi da parte visto che marciavano lentamente.
Secondo una prima ricostruzione, dalla macchina dei Vaccaro potrebbe essere stato detto qualcosa che avrebbe scatenato la reazione dei Failla. Dapprima sarebbero volate parole grosse, poi la lite è degenerata con calci e pugni nonostante i tentativi delle mogli presenti di dividerli. Ad avere la peggio nella colluttazione sarebbero stati i Vaccaro, padre e figlio minorenne. Lo straziante epilogo, un’ora dopo, nel locale nosocomio dove Gioacchino Vaccaro ha esalato il suo ultimo respiro.