Processo Kelevra, l’imprenditore Billeci testimonia in aula

Ha testimoniato in aula l’imprenditore di Borgetto Francesco Billeci, nel processo “Kelevra”, nato dall’omonima operazione antimafia dei carabinieri che ha smantellato la mafia di Borgetto e Partinico.

In particolare Billeci, che allora era presidente dell’associazione antiracket LiberJato, ha parlato della lettera anonima ricevuta nel 2012 nella quale si diceva di smetterla con l’associazione. Infine i mafiosi concludevano scrivendo “sappiamo dove fai colazione tutte le mattine al bar e con chi”. Billeci ha parlato pure dell’uccisione del suo cane, avvelenato nella sua casa di campagna e ha ripercorso le tappe importanti della sua associazione LiberJato a fianco di LiberoFUTURO a sostegno di numerose vittime del racket che dal 2012 accompagnate alla denuncia e nei processi.

Non è mancato il riferimento alla sua denuncia del 2011 a Marsala dalla quale è scaturita l’operazione Visir che di recente ha mandato in galera numerosi mafiosi vicini a Messina Denaro.

“Una testimonianza esemplare e coraggios” afferma in una nota l’associazione Libero Fururo. “Si è anche parlato del recente provvedimento prefettizio che ha escluso LiberJato dall’albo delle associazioni antiracket in quanto infiltrata dai mafiosi e a quel punto la situazione è divenuta surreale – scrivono ancora da Libero Futuro. “Dietro le sbarre c’erano i mafiosi accusati di aver ucciso il cane di Billeci senza pietà al fine di intimorire lui e la sua associazione mentre a pochi metri da loro, Billeci spiegava, con evidente amarezza, quanto fosse sbagliato il provvedimento prefettizio che penalizzava l’associazione per infiltrazioni mafiose. Facciamo i complimenti a Billeci e gli auguriamo di proseguire l’ottima attività fin qui svolta con LiberJato.”

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